Come i social media possono aiutare il tuo business

C'era una volta la pubblicità massiva: oggi i consumatori non si fidano più.

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Ancora oggi molti amministratori e delegati e responsabili marketing sognano una comunicazione pubblicitaria unidirezionale: A to B, da uno a molti, un messaggio lanciato a grande velocità e intensità nel mucchio: il tradizionale modello di marketing insomma: passo da un centro media, investo medi o grandi budget e spero di aumentare le vendite. Molti ad lo sognano, non pochi lo fanno. La domanda è se oggi questo tipo di ragionamento può funzionare. La risposta è no, se come ci suggeriscono più ricerche, in un mondo interconnesso e iperconnesso solo il 14% delle persone credono alla pubblicità tradizionale: il 76% si fida dell'opinione e del giudizio di altre persone. Non è più il tempo di acquisti al buio: prima di acquistare vogliamo essere rassicurati da amici, parenti o altre persone che hanno già provato il tal prodotto.

Come i moderni consumatori entrano in contatto con altri consumatori? Attraverso i social media, che sia Facebook, Twitter , Instagram o un'app di messaggistica istantanea come Telegram o WhatsApp. Se da una parte lanciare messaggi nel mucchio permette di arrivare ad un buon numero di persone (ma siamo sicuri ci stiano ascoltando? E se più della metà ci ascolta distrattamente? Come facciamo a saperlo?), dall'altra la vera interazione e il vero ascolto lo possiamo raggiungere sui social media. Entro in relazione con le persone a cui interesso attraverso contenuti che gli interessano, propongo, chiedo, rispondo. Grazie al social media marketing possiamo interagire con la nostra comunità di interesse (che successivamente potrebbe diventare la nostra comunità di clienti) e possiamo studiare la nostra interazione nei minimi dettagli, grazie ai dati.

Piattaforme come Facebook ormai ci permettono di conoscere nel dettaglio la nostra comunità, di testare ciò che interessa (con strumenti come il Pixel) e ciò che non piace. Non più A to B quindi, ma una comunicazione a due direzioni che mette sullo stesso piano aziende e persone: permette alle persone di avere un canale diretto con le aziende e alle aziende di verificare sul campo il sentimento e l'apprezzamento del proprio brand e non solo. Permette anche alle aziende di controllare e lavorare sulla propria reputazione, che in caso di assenza prende via assolutamente inaspettate. 

Il lavoro sui social media è duro e per niente semplice, se davvero entriamo in relazione con la nostra comunità e non usiamo i social come vetrine o specchietto per le allodole: spesso e volentieri i più presenti sono arrabbiati, diffidenti, lamentosi o hanno di che recriminare per qualche esperienza negativa con il brand. Eppure è proprio da qui, nei bassifondi e nel confronto con i più arrabbiatti - mettendo sempre un limite ragionevole - che si può ripartire per aggiustare il tiro e costruire una reputazione migliore. Un brand che si mette in ascolto ha già fatto un grande passo in avanti. 

Con i social media possiamo entrare in contatto con persone che non riusciremmo a raggiungere tramite tv (pensate alle categorie più giovani oggi quanto poco guardano la televisione), giornali, radio e anche altre tecniche e strategie come SEO e SEM. Il passaparola funziona nei bar come nei social: i vantaggi di persone soddisfatte che si fanno brand ambassador è incalcolabile. Il Word of Mouth Marketing è quello che fa vendere di più. Al contrario, se quello che vendiamo è scadente o non funziona, i social e il passaparola otterranno l'effetto contrario: sembra banale ma non lo è, una buona comunicazione non compensa un prodotto scarso. Il social media marketing funziona, è veloce, è misurabile e costa decisamente meno dei grandi canali broadcasting. Senza dimenticare uno degli obiettivi principi dell'attività social: portare le persone a casa nostra. A quel punto, sta a noi e alla bontà di quello che offriamo fare il resto. 

Istruzioni per l'uso: se pensate di usare i social spendendo zero, affidandoli (sempre per risparmiare) a persone che ci si dedicano nel tempo residuale senza energie, passione e competenza, senza sapere quali strategie mettere in campo vi diamo un consiglio: non iniziate neanche

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