Gli instant message sono il futuro in comunicazione?

Whatsapp, Facebook, Instant Messenger, Telegram: è qui il futuro?

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Un mese fa WhatsApp, l'applicazione di messaggistica più diffusa al mondo, registrava il miliardo di iscritti. Un miliardo di persone (una su sette su questo pianeta) contatta i propri amici e i propri familiari utilizzando l’applicazione creata nel 2009 da  Jan Koum e da Brian Acton e acquistata da Facebook il 19 febbraio 2014 (per 19 miliardi di dollari).

E non c'è solo Whatsapp. 
Facebook, Instant Messenger, Telegram. Tutte applicazioni che sembrano andare adiscapito delle care e vecchie email, che non sembrano passarsela bene, soprattutto tra le nuove generazioni.

Questo viene fuori dal report realizzato da AppAnnie, società di business analysis. I giovanissimi (fascia 13-24) dedicano l'1% del loro tempo alla posta elettronica: la percentuale sale gradualmente al salire dell'età, ma nella fascia centrale (25-44) le app hanno comunque la meglio sulle email.

Ed è proprio la fascia 25-44 quella su cui si concentra la battaglia digitale: le statistiche infatti parlano chiaro, sottolineando come qui stanno coloro che sono maggiormente disponibili a fare acquisti on line e che hanno una permanenza media della fascia giovanissima.

E non è un caso che tra sponsorizzazioni e possibilità di fare pagamenti on line, le applicazioni più amate si stiano preparando per fare il salto: dallo scambio di messaggi allo shopping on line.

NOVITÀ: ieri WhatsApp ha cominciato ad utilizzare la crittografia end-to-end per proteggere i messaggi di chat dei suoi iscritti. Vene sarete accorti dalla comparsa nelle vostre chat di questo box giallo.

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